Nuovo Codice di Comportamento del Comune di Prato
Raccolta di Osservazioni sul nuovo Codice di Comportamento dei dipendenti comunali
Articolo 3bis - Obbligo di cortesia
- Il personale del Comune di Prato nelle relazioni con il pubblico si rapporta con cortesia e disponibilità ed evita qualsiasi discriminazione
10 comments
Il concetto di cortesia è, o può essere inteso, nei modi più vari e soprattutto è soggetto all'interpretazione dell'interlocutore. Ciò che l'interlocutore può intendere come scortesia in realtà potrebbe semplicemente il modo ordinario che ha una persona di porsi nei confronti degli altri, e quindi intenderlo come assolutamente cortese. Si tratta secondo me di una espressione troppo generica, che rischia di "aprire le porte" a contestazioni fini a sè stesse e al solo scopo di colpire un collega senza una ragione valida e reale
Per gli stessi motivi credo che sarebbe difficile dimostrare anche il contrario, cioé una scortesia volontaria.
Conversation with ELENA CARTOTENUTO
Rispetto all'obbligo di cortesia, consapevole che il dipendente nel rapportarsi con il cittadino rappresenta anche l'immagine della pubblica amministrazione, dinanzi alla cattiva educazione, alla insistenza e alle non rare richieste anche assurde degli utenti, come può comportarsi? Il summenzionato obbligo ha valore assoluto, anche tenendo conto che possa accadere che diventa difficile restare nelle "vesti" del dipendente pubblico e prenda il sopravvento la parte più istintiva di noi?
E' uno degli errori in cui, secondo me, non dovrebbe ma cadere un dipendente pubblico che sta al pubblico. Esiste della formazione specifica che insegna come si fa ad essere assertivi e tenere il giusto atteggiamento nei confronti dell'utenza. Saper gestire l'utenza è un mestiere (che va per certi aspetti anche "imparato") ... ma è possibile secondo me. Nella poca esperienza che ho di rapporti con cittadini-utenti (io lavoro più nel back-office ma capita) ho potuto sperimentare che questo atteggiamento "assertivo" da risultati. Forse l'uso di termini più scientifici (come appunto "assertivo") invece di "cortesia e disponibilità" potrebbe dare un senso più oggettivo e verificabile (l'assertività è un concetto scientificamente definito) alla prescrizione dell'articolo. ma Il succo non cambia molto.
Nemmeno io ho contatti frequenti con il pubblico ma immagino che in certi uffici con i quali in passato eravamo confinanti fisicamente, ogni pretesto per contestare era buono e credo lo sia anche adesso. L'obbligo di cortesia è giusto sussista, però ciò che credo, ancora una volta, sia sbagliato è la troppa genericità dell'espressione, che, di nuovo, non va a vantaggio di chi col pubblico deve avere a che fare. L'impressione che ricavo dalla lettura del Regolamento è proprio la eccessiva genericità. A meno che, essendo una prima bozza, non venga poi rivisto e precisato, così da tutelare oltre che regolare
Esatto Elena, è proprio questo il senso del mio commento. Un obbligo generico di cortesia, non accompagnato dalle giuste osservazioni che anche tu hai fatto, sembra passare più come una "limitazione" per il dipendente che potrebbe trovarsi a fronteggiare utenti e situazioni nelle quali la cortesia non venga compresa o addirittura presa a pretesto per contestazioni pretestuose
Un obbligo di cortesia nei confronti di tutti dovrebbe essere garantito in qualsiasi ambito. Di contro, è necessario tutelare il dipendente pubblico nei confronti di quei Soggetti che con il loro agire diventino a loro volta scortesi verso il dipendente stesso (anche perché per estensione tale scortesia sarebbe rivolta proprio all'Amministrazione). Quindi bene venga la cortesia ma RECIPROCA, volendo anche con "maggiore tolleranza" del dipendente cortese nei confronti del cittadino scortese, ma non si deve arrivare all'assurdo che il cittadino possa offendere o dubitare dell'operato del dipendente pubblico e quest'ultimo non solo non possa difendersi ma arrivi addirittura a rischiare un provvedimento disciplinare se lo facesse con modi "non consoni" (e qui si scopre il vaso di Pandora: chi può stabilire se la reazione è consona o no?)
Conversation with codicecomportamento
Si comprende il senso degli interventi sull'argomento, ma di fronte alla scortesia la risposta non può e non deve essere scortese. Ciò sarebbe scorretto, perché il dipendente pubblico agisce e comunica per conto dell’Amministrazione: mettersi su un piano di confronto dai toni e dai modi non rispettosi equivale a screditare l’immagine dell’Amministrazione, mostrando una reazione dello stesso tipo dell’azione che l’ha provocata. Peraltro porsi sullo stesso piano di confronto non è né corretto né efficace da punto di vista comunicativo.
Affermare il principio della cortesia, non significa che il dipendente non debba tutelarsi né che debba subire passivamente eventuali attacchi verbali o toni scortesi. Significa piuttosto che la risposta dovrà essere il più possibile impersonale, tesa a smorzare i toni, richiamando gli aspetti formali del servizio previsti dalla normativa.
Concordo. Non ha mai senso né serve a qualcosa arrabbiarsi nei confronti di uno scortese ricambiando la scortesia ... se dalla scortesia l'utente passa a cose più pensati ci sono forme di tutela che conviene usare piuttosto che render pan per focaccia.... che ci ricavi ?
Il problema sollevato dalla definizione del tutto generica e senza alcun riferimento alle modalità con le quali tale comportamento possa essere attestato(controllato è: il dipendente si comporta con cortesia come è giusto che faccia. L'utente contesta la scortesia/maleducazione. Come è possibile, senza una previsione di dettaglio, per il dipendente dimostrare che si è attenuto a tale regola? La norma deve essere cautelativa del dipendente, mettendolo al riparo da ritorsioni/antipatie/maleducazione dell'utente proprio perchè il concetto di cortesia è del tutto soggettivo e, se lasciata così, la norma rischia di non tutelare la posizione di chi ha rapporti col pubblico
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